Sukhoi Su-34
Un Sukhoi Su-34 "Fullback" a Latakia (Siria) nell'ottobre 2015. L'insistenza del presidente ucraino su un'Improponibile "no-fly-zone" fa pensare a cosa gli sia stato promesso prima che scoppiasse sul serio la guerra (CC-BY-4.0 Stato Maggiore della Federazione Russa via Wikipedia).

Il vero significato delle parole: i valori non possono essere solo parole vuote dette un tanto al chilo con un finto moralismo ipocrita, tanto a farci le spese non siamo noi. Le parole sono come la moneta: se ce ne sono troppe in giro si inflazionano e perdono di valore. Quando le parole perdono di valore, soprattutto di valore etico e diventano solo espressione di un ipocrita gioco delle parti, il pericolo è molto grave.

Assistiamo a una canea di opinionisti & influencers che si sono gettati sulla tragedia ucraina come le mosche nel miele, cercando di ritagliarsi la loro fettina di torta mediatica. Il c.d. “infotainment” è diventato una peste bubbonica e abbiamo la necessità assoluta di ribadire che ci sono aspetti dell’umano che non devono essere oggetto di Marketing & Comunicazione, pena l’annichilimento dell’umano stesso.

La tragedia ucraina è anche questo: gente che si è fidata di gente per la quale raccontare balle per piazzare il proprio prodotto è una cosa naturalissima. E che quando è scoppiato il guaio ha risposto con un profluvio di parole (che non costano nulla), ben sapendo fin dall’inizio che non avrebbe mai rischiato sul serio.

P.S. non parlerò più della guerra in Ucraina. Troppa gente sta speculando su questa tragedia epocale con il suo “flatus vocis”. Chi realmente aveva chiarezza di pensiero e rettitudine di cuore sapeva benissimo come sarebbe andata a finire già vent’anni fa.