Les Claypool nel 2005
Les Claypool con un basso Carl Thompson al Toad's Place di New Haven (CT), il 17 ottobre 2005 (Tceddia, public domain via WikiCommons).

Come quasi tutto quello che riguarda il metallo pesante, anche Les Claypool l’ho conosciuto tramite il mio “nipotino”. Indubbiamente un grande virtuoso dalla vena funky (per i detrattori quindi uno “slappettone”), fa una musica non malvagia anche se per me troppo “moderna”, che il mio “nipotino” mi ha detto essere “nu-metal”.

Strano, mi piacciono!

I Primus di Les Claypool sono per me una vera eccezione, per due motivi: il primo, sono un gruppo americano e mi piacciono; il secondo, sono un gruppo (relativamente) recente, e mi piacciono. Vengono classificati dai tassonomisti metallari, ancora più ossessivi dei loro colleghi rockettari, come “alternative metal” o “nu-metal”. A me di loro piace la vena funky, quel certo non so che di zappiano e soprattutto la totale assenza delle banalità vocali dofasol del rock americano, che spesso mi ricordano Cristina D’Avena. Il fatto che mi piacciano non significa però che li trovi facili da ascoltare, soprattutto il chitarrista, bravo ma molto ruvido (d’altra parte era lo stile chitarristico più adatto al gruppo).

Les Claypool

Les Claypool dal vivo
Les Claypool suona un basso Carl Thompson a quattro corde durante il concerto al Toad’s Place, New Haven (Connecticut), del 17 ottobre 2005 (Public Domain, by Thomas Ceddia)

Les Claypool nasce a Richmond il 29 settembre 1963. Inizia a suonare il basso a 15 anni, e presto inizia a sviluppare la sua particolare tecnica di slap. Conosce ed apprezza Jimi Hendrix ed i Led Zeppelin. Nel 1986 partecipa alle audizioni per il nuovo bassista dei Metallica, ma viene scartato per il look bizzarro (strano sentirsi dire una cosa simile da un gruppo metal!), ma soprattutto perché il suo particolare stile molto funky non era certo adatto ad un gruppo come i Metallica. Comunque finisce a suonare proprio per un gruppo di “thrash metal”,  i “Blind Illusion”, e qui conosce il chitarrista Larry LaLonde (Richmond, 12 settembre 1968), allievo di Joe Satriani. Anche se la band può essere fatta risalire al 1984, i veri Primus nascono nel 1989 con Claypool, LaLonde e il batterista Tim “Herb” Alexander.

Larry LaLonde
Larry LaLonde al concerto dei Primus a Pordenone, 2012 (CC 2.0 Elisa Moro).

In quello stesso 1989 il gruppo pubblica il suo primo album, il live “Suck on This”, e l’anno seguente il primo album registrato in studio, Frizzle Fry”. Di “Suck on This” sono da ascoltare a mio parere “Groundhog’ s Day”, molto zappiana, “Tommy The Cat” e “Frizzle Fry”, che darà il titolo al successivo LP in studio, il quale riprende molti brani del live precedente. Nonostante negli LP in studio il suono sia molto più pulito, i Primus sono la classica band che rende molto di più dal vivo. Il successivo lavoro del gruppo è il disco da studio Sailing the Seas of Cheese”, del 1991, che prosegue la strada già segnata. Interessanti “Sgt. Baker” e “Jerry Was a Race Car Driver”, con il suo ritmo funky.

Pork Soda

Disco molto duro e criticato per i suoi testi molto crudi che raccontano la solitudine, la violenza e la malattia mentale delle grandi metropoli americane, “Pork Soda” (1993) è considerato uno dei loro capolavori, o almeno il disco dove il particolare stile della band giunge a maturazione. Il disco, rispetto ai precedenti che vedevano ancora LaLonde avere una sua parte definita, è costruito tutto attorno al basso di Claypool, ed è il batterista Jay Lane a prendere il posto del chitarrista come contraltare del leader. La voce di Claypool è stralunata, straniante, ma fortemente espressiva e mai banale.

Jay Lane batterista dei Primus
Jay Lane, terzo batterista dei Primus, ad un concerto a Brisbane, Australia, nel 2011 (CC 2.0 Johnny Worthington via Wikipedia).

“Pork Soda” era stato preceduto da un disco del tutto atipico, “Miscellaneous Debris”, una “raccolta” di cinque cover (tra cui “Intruder” di Peter Gabriel e addirittura “Have a Cigar” dei Pink Floyd) rivisitate dalla band con tutto il suo originale estro. Sarà seguito nel 1995 da “Tales fom the Punchbowl”, con i suoi due singoli “Wynona’s Big Brown Beaver, dall’esplicito significato anatomico, e “Southbound Pachiderm”.  Dopo questo disco, il batterista Tim Alexander se ne va e lascia il posto a Bryan “Brain” Mantia. Ai Primus viene chiesto di comporre dagli autori di “South Park” la sigla del loro cartone animato. Il nuovo batterista fa virare il gruppo verso uno stile un po’ più orecchiabie, come si nota infatti nel “Brown Album” del 1997, disco molto più godibile dei precedenti. Ovviamente a “Rolling Stone” non piace, perché lo trova troppo… “progressive”.

Seguirà “Antipop” nel 1999, ultimo album prima del temporaneo scioglimento della band.