Matching Mole
(CC BY-SA 3.0 Kenneth Catania via WikiCommons)

Dopo “Fourth”, pubblicato nel 1971, Robert Wyatt ne ha le scatole piene della per lui troppo rigida impostazione jazz-rock data al gruppo dal tastierista Mike Ratledge, nella quale le sperimentazioni compositive e canore non potevano (era logico) trovare spazio.  Per inciso, “Fourth” è un disco di pregevole fattura anche se di solito si sente dire il contrario proprio perché segna il definitivo divorzio tra Wyatt ed i Soft Machine. Wyatt fonda il suo nuovo gruppo, i Matching Mole.

“Matching Mole”, la nuova band di Robert Wyatt

Il geniale batterista allora fonda un gruppo tutto suo, i Matching Mole, nell’ottobre 1971. Già nel nome si può constatare come Wyatt volesse con il suo nuovo gruppo porsi come contraltare ai Soft Machine jazz-rock di Mike Ratledge. “Matching Mole” è la storpiatura di “Machine Molle”, ossia “Soft Machine” in francese, ma il nome potrebbe anche significare “talpa appaiata”, “talpa accoppiata” o qualcosa di simile. Con i Matching Mole, Wyatt prosegue il discorso sperimentale che aveva iniziato nel 1970 con il suo primo lavoro da solista, “The End of an Ear”, che a sua volta riprendeva le vecchie sperimentazioni psichedeliche dei primi due LP dei Soft Machine.

Per il suo gruppo Wyatt recluta molti personaggi che diventeranno famosi nel panorama di quello che ho chiamato in un post precedente “Canterbury di seconda generazione”.  Per il suo progetto il nostro trova un primo grande collaboratore in Dave Sinclair, tastierista dei Caravan che aveva lasciato il suo gruppo proprio negli stessi mesi in cui Wyatt lasciava i Soft Machine. Wyatt e Sinclair si conoscevano fin dai tempi dei Wilde Flowers, la progenitrice di tutte le band della “Canterbury Scene”. Il chitarrista Phil Miller aveva suonato con i Delivery dell’amico di Wyatt Pip Pyle assieme al fratello Steve, quest’ultimo proprio il tastierista che aveva sostituito Sinclair nei Caravan (e nei Delivery troviamo pure Roy Babbington, finito poi con Nucleus e Soft Machine). Bill MacCormick, bassista, era amico di Wyatt fin dai tempi dei Wilde Flowers, e suonava assieme nientepopodimeno che a Phil Manzanera nel gruppo Canterbury dei Quiet Sun (da non credersi…). Batterista Robert Wyatt, ovviamente.

Il primo LP omonimo

Il primo LP ha come titolo lo stesso nome della band, ed ha in copertina il disegno, appunto, di due talpe “appaiate”. Il sound è distante anni luce dai Soft Machine di Ratledge: vi è ripresa la forma “canzone”, comunque allargata, in senso non di durata – che anzi viene drasticamente ridotta rispetto a “Moon in June” – ma di stile, ad un contesto progressive, con tutte le sperimentazioni del caso.

“O Caroline” è infatti un brano orecchiabile, che ricorda vagamente le melodie dei Caravan, ma già “Instant pussy” ci delizia con i melismi vocali di Wyatt in un contesto sonoro che sarà poi ripreso dai successivi Hatfield and the North, i quali devono molto ai Matching Mole nella costruzione del loro particolarissimo sound: basta ascoltare “Part of the Dance”, composta proprio da Phil Miller che sarà uno dei fondatori degli Hatfield. “Dedicated to Hugh, but You Weren’t Listening” esibisce il lato psichedelico-sperimentale di Wyatt, che jazz a parte non ha nulla a che invidiare come “inascoltabilità” agli svarioni dei Soft Machine.

Wyatt e Ratledge, una falsa alternativa

In una pubblicità della stessa acqua minerale che nei primissimi anni Settanta faceva scendere i kayak sulle rapide di un fiume al sottofondo diBreast Milky” da “Atom Heart Mother”, ho sentito come soundtrack proprio Wyatt gorgheggiare, altro segno che  in Italia in quegli anni si stava formando una robusta scuola progressive.

Libero dalle “costrizioni” jazz, Wyatt dà libero sfogo alla sua personale inventiva sfornando un capolavoro assoluto, che apre una nuova stagione nel panorama del “Canterbury Sound”. Wyatt e Ratledge erano troppo diversi per stare insieme. Ma questo non significa affatto, come la critica fa di solito, appioppare a Wyatt l’etichetta di «creativo caldo umano e buono» e all’altro quella di «monotono freddo meccanico e cattivo». Chi scrive adora Matching Mole e ancora di più Hatfield and the North, ma ritiene anche che “Fourth”, “Six” e “Bundles”, soprattutto quest’ultimo, siano dischi eccezionali, e che Mike Ratledge sia uno dei tastieristi più importanti nella storia del rock.