Il modello per galleria del ventodel Silbervogel (public domain)

Questo articolo l’avevo scritto, sempre gratis ovviamente, non sia mai il contrario, per una rivista di storia che aveva tra i suoi redattori un nome da qualche annetto ben conosciuto agli appassionati italiani di aviazione.  Costui mi chiese di fargli una riedizione di un articolo che avevo fatto per “L’Astronomia” sui missili “alati” di Peenemünde, abbastanza dissimile da non creare problemi di copyright (le riviste in genere si riservano il copyright sugli articoli, che non sono più, una volta pubblicati, di proprietà dell’autore).
Purtroppo il nome del richiedente era talmente prestigioso nella cerchia dei… pazzoidi appassionati di aerospaziale, che non volevo assolutamente fare brutta figura e volli fare un “signor” articolo… solo che tra una cosa e l’altra glielo spedii più di sei mesi dopo.
L’articolo aveva oltretutto un argomento diverso, ossia Eugen Sänger, il primo ideatore di un aerospazioplano, e perciò si può ben dire il nonno dell’X-15 e dell’X-20 e il bisnonno dello Space Shuttle.
Non fu certo quello che in termini pratici si può chiamare una condotta efficace: non solo straforai abbondantemente i tempi, ma feci addirittura un articolo di argomento diverso!
Nel giornalismo il tempo è molto più importante del contenuto. Evidentemente il mio articolo doveva riempire rapidamente un “buco” che si era venuto a creare nell’indice della rivista, penso, perché quando il famoso redattore lo ricevette, abbondantemente fuori tempo massimo, non mi “cagò” più nemmeno di striscio.
Però l’articolo era fatto bene, o almeno il suo autore pensa di averlo fatto bene. Dei Padri dell’Astronautica teutonici, Eugen Sänger è sempre stato quello che mi ha affascinato di più.
Lo ripropongo qui. Le anime oneste citeranno la fonte da cui l’hanno preso, facendo un piccolo favore a chi l’ha scritto, e questa è l’unica cosa che chiedo loro di fare.

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Eugen Sänger e il Silbervogel