Slides sulla Guerra Fredda
Crisi di Berlino, ottobre 1961: carri armati statunitensi al Checkpoint Charlie (U.S. Army, public domain via WikiCommons).

Mentre stavo riordinando i files nel laptop Windows, mi sono imbattuto in queste slides sulla Guerra Fredda di una vecchia conferenza che ho tenuto a San Gregorio delle Alpi più di dieci anni fa. Le ripropongo qui.

Sono abbastanza vecchio da ricordarmi le fasi finali di quel periodo, a partire dall’Afghanistan e dalla c.d. “crisi degli euromissili”, con la paura della guerra nucleare che si era ancora diffusa, anche se non ai livelli dei primi anni Sessanta. L’URSS sembrava un monolito destinato a durare per epoche geologiche, e grande è stata la sorpresa quando, nel giro di un anno, il Patto di Varsavia si sciolse come neve al sole. L’unico cemento che lo teneva unito era l’Armata Rossa (anche se ufficialmente l’esercito sovietico non era più chiamato con questo nome dal 1946, essendo il nome vero Sovetskaja Armija).

L’astio tra Stati Uniti e Russia è continuato anche dopo, e questo in fondo dimostra che le ragioni del conflitto non erano ideologiche, erano geopolitiche. La Russia ambiva ad allargare la propria sfera di influenza e a diventare una potenza mondiale. Gli Stati Uniti, che avevano occupato nella politica internazionale il posto delle vecchie potenze europee, non tolleravano soggetti autonomi nel loro nuovo ordine internazionale, economico ancor prima che politico. Entrambi volevano in fondo massimizzare i dividendi della guerra appena conclusa.

La scomparsa dell’URSS fu, ironicamente, una conferma della teoria marxiana: il crollo non fu politico o culturale, o religioso: fu economico. L’economia sovietica non si liberò mai dalle storture impostole da Stalin, e il management del sistema produttivo fu sempre sottoposto alle richieste spesso assurde di un potere politico che ragionava secondo logiche totalmente sue. In più, lo sforzo per trasformarsi da una grande potenza militare regionale ad una vera superpotenza globale, voluto da Breznev al motto di “Mai più un’altra Cuba”, ammazzò il paese. Per dirla “spannometricamente”, l’URSS per porsi alla pari del circa 8% di percentuale di PIL degli USA dedicato alle spese militari, doveva spendere a sua volta all’incirca il 20% del proprio PIL (fonte).

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Slides sulla Guerra Fredda conferenza San Gregorio delle Alpi