Soft Machine Third
(illustrazione autoprodotta)

Uno dei miei album preferiti. Un doppio diviso in quattro suite: “Facelift”,  acidulo brano live registrato nel gennaio 1970; “Slightly all the Time”, dove sono evidenti sia influssi coltraniani che del Canterbury Sound più “caravaniano”; la stralunata “Moon in June”, opera prima di quel filone Canterbury che porterà a Matching Mole, Hatfield and the North, National Health; “Out-bloody-rageous”, la risposta canterburiana al nuovo jazz-rock davisiano di “Bitches Brew”. Solo per palati fini ed allenati.