Victory Parade 2010 ICBM
Contenitori/lanciatori di missili intercontinentali Topol-M durante la Parata della Vittoria a Mosca, maggio 2010 (CC BY-SA 3.0 Aleksey Toritsyn via WikiCommons).

Perché sopra l’Ucraina, al di là delle implorazioni di Zelensky e delle manifestazioni popolari in Occidente, non c’è una no-fly-zone? Perché la Russia è potenza nucleare. Perché uno staterello come la Corea del Nord ha voluto armi nucleari? Perché con quelle nessuno gli imporrebbe una no-fly-zone. Perché dopo lo Yom Kippur gli arabi non si sono mai più sognati di fare guerra a Israele? Perché Israele è diventata potenza nucleare. Perché l’Iran vuole diventare potenza nucleare? Perché così non diventerebbe mai lo “you’re the next” dello Zio Sam. Perché un gigante come la Germania non è in grado di esprimere una politica estera assertiva? Perché non è potenza nucleare, oltre a rimanere il grande cattivo di settant’anni fa. La Francia ha più o meno la stessa grandezza economica dell’Italia, ma mentre la Francia è trattata con i guanti di velluto, sull’Italia tutti ci sputano sopra. Ma la Francia è potenza nucleare, l’Italia no. La Gran Bretagna dopo la Brexit in continente veniva data per spacciata, invece oggi è un “attore” geopolitico di prim’ordine. Perché? Perché è potenza nucleare, oltre a essere l’Alma Mater di tutto il mondo anglosassone. Oggi gli ucraini stramaledicono il momento in cui hanno rinunciato a essere potenza nucleare e a tenersi le testate ex-sovietiche.

Non mi ricordo dove o a chi, ma Edward Luttwak, l’ultimo dei Cold War strategists, diceva che “la bomba” è l’arma difensiva per eccellenza. Insomma, il nucleare militare è il vero convitato di pietra di tutti i giochi di potenza.

C’è qualcosa di nuovo forse adesso? Si potrebbe vedere una Russia ferocemente aggressiva perché si considera sulla linea del Piave. Che sia vero o no, quello che conta è che si considera tale. Se gli Occidentali vogliono la morte di Santa Madre Russia, che perisca Sansone con tutti i Filistei?

Ma forse in fondo no. Da quello che ho capito dalle varie agenzie di stampa, né i russi si sono sognati di interrompere la fornitura di gas all’Europa, né gli ucraini si sono sognati di sabotare le condutture che pure passano sul loro territorio, né l’Europa si è sognata di interrompere per ritorsione il flusso di gas russo. Mi pare anche che il famoso Swift stia operando in modo selettivo: cioè in modo da non colpire i canali finanziari per il pagamento del flusso di idrocarburi che nessuna delle parti in causa ha interesse a interrompere. A parte gli Stati Uniti, che però sanno bene di non poterlo imporre dall’oggi al domani.

A questo punto l’impressione è che la guerra e le sofferenze del popolo ucraino continuino solo per definire le posizioni di forza da cui far partire una trattativa.

L’unica cosa indubitabilmente certa è che in mezzo a un’iperinflazione di informazione spazzatura e a una drammatica deflazione di informazione autentica, l’uomo qualunque pur con tutte le buone intenzioni è costretto a tirare a indovinare.