Scriba Manet

“Nulla Dies sine Linea”
(Plinio il Vecchio)

Questo sito è stato cambiato diverse volte. E’ partito come semplice sito statico, una mezza dozzina di pagine XHTML/CSS2 puro con un paio di JavaScript, perché anche una partitina IVA che più partitina non si può doveva avere il suo “look”. Non era un granché, ma è andato migliorando, soprattutto dopo il passaggio a WordPress. Ma più che un blog di lavoro, o meglio di “content marketing”, è sempre stato in effetti un blog personale, “il mio angolo di cyberspazio”. Scriba Manet era nato invece come un progetto ambizioso (almeno in rapporto alle risorse materiali dei due soci), con un suo blog autonomo, ma è andato male (eufemismo…) nel giro di un anno per tutta una serie di ragioni, che non è qui il caso di dire. Proprio mentre mi sembrava di aver toccato il fondo, mi sono trovato, senza che mi fosse mai passato per la testa, a fare il professore di III fascia. Per un anno almeno un lavoro serio, con stipendio e contributi.

Ma così si è posto ancora il problema di come riorganizzare questo sito. L’anno scorso il GDPR ha di fatto imposto una regolamentazione per i siti che è noiosa per l’utente e totalmente nevrastenica per il piccolo blogger. Lo spazio Scriba Manet sostituiva uno spazio dove linkavo i video di YouTube, di argomento astrofisico ed aerospaziale, che mi sembravano più interessanti ma che ora non potevo più tenere per il motivo dei “cookies di terze parti”, a meno di non sganciare una certa cifra al mese ad un provider di servizi. L’unica era uscire in toto dalla normativa scaricando solo i cookies tecnici di WordPress. Così, quando chiudemmo il dominio Scriba Manet ne spostai in parte il contenuto sul mio sito, ma fu solo un’agonia di pochi mesi, e alla fine mi trovai ancora daccapo con un “buco” sul layout del sito da coprire.

Scartata subito l’idea di continuare Scriba Manet da solo – era il mio socio l’esperto di diritto – avevo pensato all’inizio ad una “categoria” riguardante la mia nuova esperienza a scuola, ma sarebbe stato un peso insopportabile – della serie un post ogni sei mesi – a causa dell’estrema problematicità dell’ambiente scolastico di oggi, sia dal punto di vista pedagogico che soprattutto dal punto di vista burocratico. Senza contare che il mondo della scuola è ideologicamente iperstandardizzato e io sono uno spirito libero, insomma mi sarei molto probabilmente trovato in grosse difficoltà dialettiche con i colleghi – non ne abbiano a male se lo dico – che avessero letto i miei post; e io credo fermamente nel principio che sono già abbastanza le rogne che vengono a cercare te, senza che vada tu a cercare loro.

Alla fine la soluzione mi è venuta leggendo un giorno le cagnare (la parte politica non conta, nel reciproco insulto sono tutti fratelli) dei vari “economisti da Twitter” che ci sono in circolazione. E’ un’idea che mi sembra buona, visto anche il carattere di diario personale che il blog ha sempre avuto, in alcuni periodi suo malgrado. Fare un mini-blog, una sorta di diario di bordo dove scrivere in pochissime parole cosa sto portando avanti intellettualmente. Penso sia la soluzione migliore. Non cancello però né la pagina né i post che siamo riusciti a fare, a memoria comunque di una buona idea che non è stato possibile, o forse non abbiamo saputo, concretizzare.

Segue la vecchia pagina di Scriba Manet.

 


 

Scriba Manet è il progetto di un autore collettivo costituito da due amici che condividono la passione per la scrittura.

Michele ed Ennio di Scriba Manet

Ci chiamiamo Michele ed Ennio, e siamo sicuri di avere le credenziali in regola per poter parlare in modo competente di scrittura web. Ma non solo: ci interessiamo anche di scrittura su carta. Per parafrasare un antico e famoso libro, siamo convinti che chi scrive sia con la penna che con la tastiera, è come uno scriba che trae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Da qui il nostro… testimonial, lo “scriba seduto” egizio del Louvre (incidentalmente: la foto di base è di pubblico dominio).

Non c’è forma senza sostanza, recita il nostro motto: noi infatti prendiamo molto sul serio il tormentone “(Quality) Content is King”, troppo spesso buttato là a casaccio. Non a caso si parla di “veste grafica”: il contenuto scritto è la persona che nella veste c’è dentro, e senza la quale il vestito, per quanto bello, è solo un tessuto vuoto.

Ci presentiamo

Michele Masoch

Michele consegue il diploma di maturità classica e, mentre studia giurisprudenza all’università, si fa subito le ossa nel mondo del lavoro come amministratore di una società operante nel settore immobiliare, per la quale si occupa in particolare di fatture e “prime note”, contratti di locazione e compravendita, progetti edilizi, contenzioso  legale e tributario, rapporti con i consulenti esterni (tecnici, avvocati, commercialisti, ecc.).

Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza,  svolto la pratica legale presso uno studio di avvocati e sostenuto con esito positivo l’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense,  collabora per diversi anni con gli uffici della locale Amministrazione provinciale, svolgendo per essi attività di supporto giuridico nell’ambito di procedimenti in materia edilizia e urbanistica (annullamenti amministrativi di titoli abilitativi edilizi illegittimi; pareri provinciali su varianti urbanistiche; ecc.) e contribuendo all’elaborazione delle NTA del nuovo PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale).

Nel frattempo, nasce e cresce in lui l’interesse per la rete e, dall’incontro con l’amico Ennio, l’idea di questo “blog collettivo”, quale luogo virtuale nel quale dare sfogo alla propria – innata e finora latente – vocazione per la scrittura.

A cinquant’anni “suonati”, Michele pensa di poter dire “la sua” anche in questo campo. La determinazione non gli manca.  Non a caso, l’antico motto del battaglione alpino  presso il quale ha svolto il servizio militare recita: “O là o rompi”.

Ennio Savi

Quando era bambino sapeva leggere e scrivere, ma non far di conto. Eppure, sognava di andare a progettare i razzi spaziali. Questa è l’origine di una sua strana peculiarità: una persona di solida formazione umanistica con un inguaribile interesse per le materie scientifiche.

Infatti fa il liceo scientifico, dove se la cavicchia, per poi iscriversi ad ingegneria. Dopo un anno, guarda caso, lo troviamo invece a storia, dove le cose gli vanno decisamente meglio e si laurea con un bel 110 e lode.

Tra la laurea e il primo sospirato posto di lavoro ha il tempo di farsi un po’ di corsi: giornalismo, informatica gestionale e desktop publishing. Con quest’ultimo trova quasi subito lavoro, ma è costretto a trasferirsi a Belluno.

Nella terra degli Avi rimane per tredici anni, lavorando come grafico editoriale (soprattutto impaginando libri e riviste). Si aggrega a un gruppo che gestisce un portale turistico, e qui si appassiona per il design e la programmazione web.

Decide così di iscriversi alla triennale di informatica per una seconda laurea. Nel frattempo torna a Mestre, dove nonostante la morsa della crisi sui freelance riesce a lavorare a molti interessanti progetti, il più importante dei quali è stata certamente la cura editoriale (con un robusto contributo alla scrittura dei capitoli storici) del libro del prof. Arduino Paniccia, docente di Relazioni Internazionali all’Università di Trieste, Trasformare il futuro. Nuovo manuale di strategia.

Unica grande delusione, l’essere stato costretto ad abbandonare gli studi di informatica senza essere riuscito a laurearsi.

L’esperienza maturata come freelance, e un recente corso di web marketing conclusosi con un proficuo tirocinio presso una web agency di Treviso, lo hanno convinto che anche nel nostro paese è tempo di archiviare finalmente i “siti vetrina” statici e di lavorare a siti vivi, con un costante e sempre aggiornato flusso di contenuti di alto livello.

L’affinità con quanto Michele stava meditando nel frattempo era troppo marcata per non pensare di unire le forze. Così è nato il sodalizio.

In questo suo blog, che ospita anche lo spazio in comune dedicato all’autore collettivo Scriba Manet, non posta foto di gattini ma scrive dei suoi tanti hobby culturali, senza alcun timore di deliziare i suoi lettori con dei poderosi e ponderosi laterizi.